mercoledì 4 giugno 2008

NEVER AGAIN

Oggi cade il 20esimo anniversario della strage di Piazza Tienanmen, alla protesta che durò dal 15 aprile al 4 giugno 1989 parteciparono studenti, intellettuali, operai nella Repubblica Popolare Cinese, i manifestanti scesero in piazza per criticare la corruzione del Partito ed il ritorno al conservatorismo da parte di Deng Xiaoping e chiedevano riforme politiche democratiche.
Si decise tutto il 19 maggio quando i massimi dirigenti del Partito, ancora indecisi sul da farsi, vennero scavalcati dall'imposizione unilaterale di Deng, il giorno seguente l'esercito fu chiamato ad occupare la capitale; solo Zhao Ziyang, dirigente di Partito, fece un gesto fatale, andò a mescolarsi agli studenti che occupavano Tienanmen per discutere con loro.
L'immagine di Zhao in lacrime perché non riusciva a convincere gli studenti a tornarsene dentro il campus universitario, fu il segnale della tragedia che si stava consumando.
Era già troppo tardi, per i manifestanti e, come Zhao doveva già sapere quella notte, anche per lui.
Quella notte Deng Xiaoping decise un golpe istituzionale. Zhao fu depostosenza convocare gli organi del partito, da un uomo, Deng, che formalmente controllava solo l'esercito.
Zhao fu recluso agli arresti domiciliari per sempre.La notte del 3 giugno l'esercito iniziò a muoversi dalla periferia verso Piazza Tienanmen, di fronte alla resistenza che incontrarono aprirono il fuoco ed arrivarono in piazza, fu un massacro.
Il governo cinese parlò inizialmente di 200 civili e 100 soldati morti, la Croce Rossa riportò 2.600 morti e 30.000 feriti, altre stime parlano persino di 12.000 vittime.
Di quella strage ci rimangono 2 simboli, l'uomo di Piazza Tienanmen, che osò sfidare una colonna di carri armati tenendo tre le mani solo le buste della spesa e, Zhao Ziyang, segretario generale del Partito Comunista che fu colpevole di essere favorevole alla democrazia.
Quella pagina di stori rimane come un grande buco nero nella loro legittimità.

giovedì 29 maggio 2008

NUCLEARE? NO GRAZIE!



Il nuovo governo italiano, quello che ci farà uscire dalla crisi (ah ah), ha trovato una soluzione per quanto riguarda la nostra emergenza energetica (compriamo quasi tutto il nostro fabbisogno elettrico all'estero), IL NUCLEARE.
Da dieci giorni a questa parte, il nucleare è diventato un punto fermo senza il quale l'Italia non potrebbe risorgere, il ministro Scajola ha detto che si farà.
L'Italia è un paese strano, i politici prendono decisioni a nome di tutti i cittadini italiani...
In compenso, dalla dichiarazione pro-nucleare del Ministro, i mass-media hanno iniziato a dire che "il nucleare è fondamentale", "deve essere fatto", "è vitale per l'Italia".
Da armi di distrazione di massa stanno diventando armi di convincimento di massa.
- Il problema è che nel 1987 gli italiani hanno rifiutato il nucleare con un referendum (furono più di 20 milioni i NO)
- Le centrali che dovrebbero essere costruite saranno di III generazione mentre in tutto il mondo già si progetta di costruire centrali di quarta.
- Le scorie. Le scorie? E cosa sono? Il Ministro Scajola se le sarà sicuramente dimenticate.
- Non esiste una sola centrale nucleare al mondo che sia assicurata in caso di danni, il che presuppone che le centrali nucleari sono si un dispositivo di produzione di energia ma al tempo stesso non sono sicure al 100%.
Infine mi viene da pensare, ci chiamano il Paese del Sole ma non costruiamo centrali fotovoltaiche.

sabato 3 maggio 2008

Punti di vista differenti






Le conclusioni fatele Voi, posso soltanto aggiungere che il Dottor Umberto Veronesi, nella sua fondazione per la ricerca contro il cancro ha diversi partner che costruiscono e finanziano gli inceneritori.
Come dire...una persona onesta...

giovedì 17 gennaio 2008

Clemente Mastella.....ma va......

Tratto da una lettera di Marco Travaglio a Beppe Grillo:

"Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro".